Vader Immortal: A Star Wars VR Series

Annunciato inizialmente come esclusiva per Oculus ma sbarcato sucessivamente anche su PSVR, Vader Immortal: A Star Wars VR Series è un titolo che fin dal reveal era riuscito ad elettrizzarmi e sul quale nutrivo altissime aspettative.

Terza trasposizione di Star Wars in realtà virtuale (dopo Secrets of the Empire e la VR Mission: Scarif di Battlefront), quello realizzato da IMXLAB rappresenta infatti il primo progetto ad alto budget ideato per il single player nonchè il primo in assoluto ad arrivare su tutti i visori “casalinghi”.

Avendo da poco terminato il gioco (ed essendomene letteralmente innamorato) ho deciso di scriverne sul blog la mia personale recensione spiegandovi perchè, che siate fans o meno, non dovreste assolutamente lasciarvelo scappare.

Il destino ha scelto noi

Partiamo innanzitutto dal plot. La storia che ci verrà narrata in Vader Immortal è stata ideata è scritta da David S. Goyer (sceneggiatore della splendida trilogia di The Dark Night) e fa parte a tutti gli effetti del cosidetto New Canon, la nuova timeline ufficiale creata nel 2012 da Disney e Lucasfilm.

Ambientata tra La Vendetta dei Sith e Rogue One, la trama vedrà come protagonista principale un giovane contrabbandiere senza nome, un eroe che sotto molti aspetti ricorda da vicino il mitico Han Solo, dedito spesso ad attività poco legali e con un passato avvolto nel mistero.

Iniziata come una roccambolesca fuga di prigione, la sua avventura assumerà sempre più i tratti di un’odissea, trasformandosi in un epico viaggio alla scoperta della propria identià, in cui verranno svelati antichi segreti ed inaspettatate connessioni con la Forza.

Come avrete già intuito dal trailer, un parte importante della vicenda ruoterà intorno alla figura di Darth Vader, villain con cui nostro malgrado ci ritroveremo a collaborare e sul quale apprenderemo sconvolgenti rivelazioni.

il caro vecchio Star Wars

Per quanto non sia di certo rivoluzionaria, la trama di Vader immortal risulta ad ogni modo decisamente avvincente riuscendo a catturare l’attenzione del videogiocatore per tutta sua durata, dal memorabile inizio al cardiopalma fino agli agognati titoli di coda.

La scelta del sopracitato arco temporale ha regalato agli sviluppatori una discreta liberta creativa, lasciandogli la possibilità, pur muovendosi in un contesto familiare, di proporre qualcosa di nuovo. espandendo così il già vasto universo di George Lucas)

A livello narrativo, Il team è riuscito ad ottenere un ottimo bilanciamento alternando magistrali colpi di scena a splendidi (e tavolta commoventi) omaggi alla saga.

I riferimenti alla trilogia classica ed ai prequel sono presenti e numerosi ma a differenza dei sequel firmati J.J Abrams sono stati inseriti con estrema parsimonia, evitando di scadere nel becero fanservice.

Come in un film

Vader immortal si propone come un’esperienza dal taglio cinematografico, il cui focus principale è incentrato sullo storytelling.

La presenza di una forte regia ha ovviamente imposto al gioco una marcata linearità, imbrigliandone la struttura in un percorso su binari. Il gioco, ci tengo a precisarlo, non è un open world; la progressione avviene per compartimenti stagni e con la totale assenza di backtracking, per cui completando una sezione passeremo direttamente a quella successiva.

Le varie situazioni che andremo ad affrontare avranno un’unica soluzione e potranno essere risolte, a seconda dei casi, utilizzando l’ingegno, la spada laser o i nostri poteri.

A far da contraltare a queste limitazioni è presente un’incredibile eterogeneità nel gameplay, traducibile anche in parole più semplici nella triade “Enigmi, esplorazione e combattimenti”,

Fortunatamente per noi videogiocatori, il ritmo generale dell’avventura è stato ben cadenzato e difficilmente potrà venirci a noia. Come spiegato dal direttore creativo, Ben Snow, l’intero mondo di gioco è stato concepito  per essere altamente interattivo e ci troveremo sempre con qualcosa da fare.

La sua durata complessiva si attesta sulle 5/6 ore, perfettamente in media con gli altri titoli del genere.

Allenamenti da Jedi

Per estenderne ulteriormente la longevità, gli svilupattori hanno deciso di inserire nel gioco un’interessante modalità extra chiamata Dojo,  accessibile in qualsiasi momento dal menù principale.

Pensato come una vera palestra, il Dojo rappresenta a tutti gli effetti un’area di addestramento per giovani padawan, uno spazio in cui, oltre a esercitarci con la spada laser, potremo sbizzarirci liberamente nell’utilizzo della Forza.

Ad ogni singolo episodio della serie sarà collegata tra l’altro una specifica tipologia di dojo, ognuno dei quali introdurra nuove tipologie di armi e di nemici, incrementadone quindi la difficoltà ed il tasso di sfida.

Completando i vari livelli avremo inoltre modo di sbloccare collezionabili e contenuti in-game come l’iconica lightsaber di Darth Maul o la coppia impugnata della mitica Ahsoka Tano.

Comparto tecnico

Pur non avendo le pretese o le ambizioni di una produzione tripla A, l’opera di ILMxLab rimane un titolo dagli alti standard qualitativii, traboccante di tutta la passione e l’impegno profusi per realizzarlo.

Esattamente come il recente Jedi: Fallen Order, il gioco si muove sfruttando l’ormai celebre Unreal Engine, un motore grafico versatlissimo in grado di offrire risultati a dir poco ezzezionali.

Nonostante la vicenda si svolga interamente sul pianeta Mustafar, la varietà delle ambientazioni è comunque ragguardevole spaziando da installazioni imperiali a misteriose rovine, da labirinti di tunel e grotte a navi stellari.

Essendo parte della Lucasfilm, lo studio ha potuto mettere completamente  a frutto il suo bagaglio di esperienze maturate sul franchise, traducendo il tutto in una quasi maniacale cura dei particolari, in grado di restituire ad ogni singola location l’inconfondibile mood delle pellicole di Star Wars.

Ad accrescere il senso di stupore e meraviglia, contribuisce ancor di più lo straordinario utilizzo degli effetti di luce, in particolar modo quelli delle lightsaber; vedere davanti ai nostri occhi quella lama luminosa così tanto sognata è qualcosa che a un fan può scaldare il cuore, credetemi!

Anche sotto il versante audio Vader immortal non delude. Ad accompagnare le nostre peripezie (oltre alle celebri musiche del maestro John Williams) troveremo molti  brani inediti composti dal pluri-premiato artista Cris Velasco, autore a suo tempo dell’indimeticabile colonna sonora di God of War.

Una piccola nota per quanto riguarda i controlli. La versione da me testata (quella per PSVR) sfrutta l’accopiata dei 2 controller PS Move che vengono utilizzati sia per le iterazioni (simulando le nostre mani) che per gli spostamenti.

Seguendo un escamotage già adottato da altri titoli, questi ultimi avvengono tutti tramite l’ormai celebre teletrasporto, portando praticamente a zero ogni rischio di motion sickness.

Dove trovarlo

Il titolo è disponibile sul PS Store per PSVR e su Oculus Store per Oculus quest ed Oculus Rift.

Commento finale

Al di là di qualche perdonabile pecca, Vader Immortal: A Star Wars VR Series si dimostra esattamente ciò che prometteva di essere ovvero un’intensa ed emozionante epopea ambientata nella galassia lontana, lontana.

La dedizione posta dal team nel confezionare l’avventura è innegabile e lo si può facilmente notare nell’estrema attenzione per i piccoli dettagli, chicche che di certo non sfugiranno ai fans, specialmente a quelli di lunga data.

La possibilità di impugnare “dal vivo” una spada laser vale da sola il prezzo del biglietto ma se a questo aggiungiamo una storia originale e canonica ed una grafica da urlo capirete come sia un acquisto praticamente obbligato. Imperdibile per chi ama Guerre Stellari e da provare per qualunque appassionato di realtà virtuale.

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