Star Wars: Una Saga di Pixels

Nel 2017, pochi mesi prima dell’uscita de Gli Ultimi Jedi, pubblicai su queste pagine uno speciale intitolato Star Wars: Una Galassia di Videogiochi, prima parte di una lunga retrospettiva dedicata interamente ai videogames di Guerre Stellari.

Oggi, a distanza di quasi due anni, arriva finalmente la tanto attesa seconda puntata che riprende il racconto esattamente dove ci eravamo lasciati.

Protagonisti assoluti di questo nuovo episodio sono gli storici tie-in ispirati alla “vecchia” trilogia, un’incredibile serie di titoli usciti (salvo alcune eccezioni) a cavallo degli anni novanta, nell’epoca d’oro degli 8 e 16 Bit.

Now you’are playing with power

Il primo tentativo di trasporre l’intera esperienza di un film della saga in forma videoludica avvenne nel 1987, con un platform a scorrimento intitolato Star Wars prodotto da Namco per il Nintendo Entertainment System e rilasciato a quel tempo unicamente in Giappone.

Per la sua realizzazione, gli sviluppatori si presero qualche libertà rispetto alla trama della pellicola originale, introducendo locazioni inedite (come le miniere di Kessel) o alcune presenti solo nei sequel (il pianeta ghiacciato di Hoth).

Nonostante per tutta la durata dell’avventura si controllasse esclusivamente Luke Skywalker, nel gioco erano presenti tutti i personaggi principali apparsi sul grande schermo (come la principessa Leia, Han Solo, Obi-Wan e l’amatissimo Chewbacca) con i quali era possibile interagire per ricevere consigli e missioni secondarie.

Oltre ai colpi di blaster ed ai fendenti di spada laser, il futuro Jedi aveva anche la possibilità di a combattere l’impero utilizzando ben sette differenti poteri della Forza, tutti ricaricabili raccogliendo dei particolari force diamonds rilasciati dai nemici.

I primi passi in un mondo più grande…

Mentre L’Impero colpisce ancora ed Il Ritorno dello Jedi venivano comunemente chiamati con il loro nome, per molti Una nuova speranza continuava ad essere identificato come Star Wars ed è proprio con questo titolo che uscì il gioco per NES del 1991.

Pubblicato da JVC per la console Nintendo, proprio come il titolo Namco il gioco prevedeva classiche sezioni platform alternate con quelle alla guida di veicoli (il land speeder di Luke, il Millenium Falcon ed un caccia stellare x-Wing).

Primo videogioco a riproporre per intero quanto visto al cinema (dall’attacco dello Star Destroyer alla cerimonia su Yavin 4), il titolo riscosse un’incredibile successo tra i fans che lo lodarono non solo per l’enorme varietà del gameplay ma anche per la sua trama, decisamente molto fedele a quella originale.

Oltre a Luke Skywalker (che rimaneva il protagonista principale), nel corso dell’avventura era possibile prendere anche il controllo di Han Solo e della Principessa Leia, entrambi dotati di caratteristiche ed abilità uniche ma con un numero di vite più limitato.

Io sono tuo padre…

Rilasciato pochi mesi dopo l’uscita del primo episodio, Star Wars: The Empire Strikes Back arrivò su NES e Game Boy nel 1992 pubblicato ancora una volta da JVC.

A differenza del suo predecessore stavolta gli sviluppatori decisero di optare per una trama un pò meno accurata che pur rimanendo simile a quella del film, apportava alla storia importanti modifiche (Luke Skywalker salva Han Solo abbattendo lo Slave-1 di Boba Fett).

La minore accuratezza permise però di introdurre sequenze di gioco completamente inedite, il tutto a vantaggio di un’incredibile varietà nel gameplay. Dal titolo Namco viene mutuato l’interessante sistema dei poteri della Forza ma a differenza di quest’ultimo Luke dovrà tornarne in possesso nel corso di ogni livello.

Più rapido, più seducente…

Ad un anno dall’uscita del SNES negli Stati Uniti (avvenuta nel 1991), JVC decide di cavalcare il successo della console a 16-Bit di Nintendo lanciando sul mercato un nuovo tie-in, lo spettacolare Super Star Wars.

Sviluppato da Sculptured Software in collaborazione con LucasArts, il titolo rappresentava un remake di quello uscito originariamente per NES, rivisto ed ampliato in modo da sfruttare appieno tutta la potenza del nuovo hardware.

La storico trailer originale del gioco

Nonostante alcune piccole modifiche alla trama (necessarie per adattarla ad un action game), la storia rimaneva decisamente fedele a quella della pellicola ed includeva la maggior parte delle sequenze già viste sul grande schermo.

Nel gioco era possibile vestire i panni di differenti 3 eroi (Luke Skywalker, Han Solo e Chewbacca) ognuno selezionabile all’inizio del livello e caratterizzato da proprie abilità ed armi uniche.

L’eccezionale grafica a 16 bit unita ad un comparto audio d’eccellenza (con le musiche originali di John Williams ed effetti sonori digitalizzati) lo trasformarono immediatamente in uno dei più acclamati platform 2D dell’epoca e per alcuni anni anche in uno dei migliori titoli dedicati alla saga di Star Wars.

Non l’avevamo già lasciata questa festa?

Visto l’ottimo riscontro da parte del pubblico era più che naturale che JVC mettesse in cantiere un sequel e cosi nel 1993. ad un solo anno di distanza, venne rilasciato sempre su SNES, Super Empire Strikes Back.

Questo secondo episodio ripropone tutti gli elementi che avevano fatto la fortuna del suo predecessore (incluso il suo elevatissimo livello di difficoltà) non mancando però di introdurre alcune interessanti novità.

Rimossa l’opzione di scelta del personaggio (che ora varia in base al livello), ai tre protagonisti vengono fornite tantissime nuove abilità aggiungendo la possibilità, per Han e Chewie, di acquisire anche i potenziamenti per le armi.

Proprio come nella pellicola, dopo l’incontro con Yoda su Dagobah, Luke potrà iniziare a seguire le vie della Forza, sfruttare  titolo JVC api ovviamentei poteri Jedi (presenti in forma di collezionabili) e affrontare i nemici combattendo con la spada laser.

Salvo qualche lieve differenza, ognuna delle sequenze più iconiche del film (la battaglia contro gli AT-AT su Hoth, la fuga del Falcon nel campo di asteroidi, l’arrivo di Luke su Cloud Cityn, ecc…) venne trasposta praticamente in ogni singolo dettaglio; un puro distillato di fanservice che mandò in brodo di giuggiole milioni di estasiati videogiocatori…

Come mio padre prima di me…

La straordinaria accoglienza ricevuta dal titolo JVC spianò facilmente la strada alla produzione di Super Return of the Jedi, terzo ed ultimo capitolo della trilogia per SNES.

Il gioco espande il rouster di personaggi selezionabili a 5, aggiungendo a quello originale anche la bellissima principessa Leia e Wicket, il piccolo ma coraggioso Ewok.

La splendida pubblicità per Super Nintendo

A differenza di Luke, Han e Chewie, quest’ultimii erano presenti solamente in livelli specifici (come quelli ambientati su Endor, ad esempio) e dotati di armi uniche.

Il futuro capo della Resistenza poteva inoltre contare su due differenti outfit, il vestito da cacciatore di tagli ed il mitico bikini dorato (che variavano però in automatico a seconda delle fase di gioco).

Rispetto al precedente episodio, la difficoltà complessiva venne attenuata (in modo da rendere il titolo decisamente più accessibile) e si decise di conservare anche il sistema delle password.

Nonostante la semplificazione, Return of the Jedi rimaneva comunque un platform decisamente “tosto” pensato soprattutto per gli hardcore gamer.

Esattamente come era avvenuto per Super Empire Strikes Back, per “allungare” l’esperienza di gioco gli sviluppatori decisero di prebdersi qualche lieve licenza sulla trama, aggiungendo di sequenze inedite e trasformando personaggi secondari della pellicola in veri e propri boss.

Ma lo sai pilotare questo coso?

Nel 1993, esattamente dieci anni dopo il classico di Atari, SEGA rilascia per il mercato delle sale giochi lo spettacolare Star Wars Arcade.

Basato su una “avveniristica” tecnologia 3D, il nuovo cabinato monta una potente scheda Model 1 (la stessa utilizzata per Virtua Racing e Virtua Fighter) a quei tempi costosissima ma in grado di gestire su schermo una vera grafica poligonale.

Ai giocatori veniva data la possibilità di scegliere tra un X-Wing ed un Y-Wing e, una volta seduti ai comandi, di lanciarsi in frenetiche battaglie spaziali in 3 differenti livelli (la fuga in un campo di asteroidi, l’assalto ad un incrociatore Imperiale e quello finale contro la seconda Morte Nera).

Star Wars Arcade fu decisamente molto apprezzato grazie anche all’esclusivo supporto per 2 giocatori (uno addetto alla guida, l’altro agli armamenti), una caratteristica unica che lo rese il primo shooter cooperativo del franchise.

Seppur con diverse limitazioni tecniche, il titolo venne convertito l’anno successivo anche per  Sega Mega Drive 32X presentato uno dei titoli di lancio della nuova console.

Nel 1998, forte della popolarità ottenuta dal gioco, la compagnia giapponese decise di rilasciarne anche un sequel intitolato Star Wars Trilogy Arcade.

Come avrete già intuito dal nome, questo secondo episodio dava l’opportunità ai giocatori di rivivere tutte le principali battaglie viste nei tre film (Yavin, Hoth ed Endor) con l’opzione di scelta della missione disponibile ad inizio partita.

Il gameplay completo del mitico cabinato SEGA

Pur senza stravolgere la formula del predecessore, il nuovo arcade targato SEGA riuscì comunque ad arricchirla, aggiungendo alle classiche sequenze su astronavi e veicoli delle entusiasmanti sezioni “a terra”, fasi in cui il gameplay diventava simile a quello di uno sparatutto su rotaia.

A rendere ancora più elettrizzante l’esperienza la presenza di ben 2 livelli bonus che vedevano come antagonisti Boba Fett e Darth Vader. Per i fans fu il coronamento di un sogno; non solo era possibile affrontare i due storici villain in prima persona ma si poteva utilizzare il joystick come una vera e propria spada laser!

Ho un gran brutto presentimento

Nel 2003, mentre nei cinema e su home console imperversava la “febbre” dei prequel, c’è anche chi decise di andare controtendenza, realizzando un videogioco pensato espressamente per la “vecchia guardia”.

Sviluppato da Pocket Studios in esclusiva per Game Boy Advance, Star Wars: Flight of the Falcon era un classico shooter aereo in terza persona in cui ci si trovava direttamente ai comandi della celebre astronave (ma si pilotavano anche X-Wing e  landspeeder).

Composto da ben 14 missioni, il titolo ripercorreva tutti gli eventi visti nella trilogia classica, raccontando però la l’intera storia dal punto di vista di Han Solo.

A dispetto delle ottime premesse, Flight of the Falcon si rivelò purtroppo un totale disastro, causato soprattutto da un comparto tecnico non all’altezza, La pesantezza del motore 3D unita alla tediosa ripetitività del gameplay gli fecero guadagnare suo malgrado un triste primato; quello di uno peggiori giochi di Star Wars.

L’ultimo dei Jedi sarai tu…

Un tentativo decisamente migliore di trasportare la saga su mobile fu quello compiuto da Ubisoft l’anno successivo con Star Wars Trilogy: Apprentice of the Force.

Rilasciato su GBA nel 2004  in concomitanza con l’uscita in DVD della trilogia classica,, il titolo si incentrava stavolta unicamente sul personaggio di Luke Skywalker, ripercorrendo in maniera abbastanza fedele, la sua lunga battaglia contro l’Impero.

A livello di gameplay, il  gioco presentava molte analogie con la serie di Super Star Wars, ma erano evidenti diverse influenze anche da quella di Prince of Persia. ed in particolare con l’episodio Le Sabbie del Tempo.

Da notare, proprio in riferimento a quest’ultimo, che Apprentice of the Force utilizza lo stesso engine della sua versione 2D, un motore grafico molto malleabile in grado di offrire animazioni fluide ed un livello di dettaglio ben sopra la media (per gli standard della console)

May the Brick be with you

Con l’uscita nelle sale della nuova trilogia, buona parte dell’attenzione di fans e sviluppatori fini col catalizzarsi interamente sui prequel lasciando praticamente “orfani”, videoludicamente parlando, chi per anni aveva amato le avventure di Luke e Company.

A riportare fortuatamente “l’equilibrio nella Forza” ci pensò la mitica Traveller’s Tales pubblicando, nell’ormai lontano 2006, il suo divertentissimo LEGO Star Wars II: The Original Trilogy.

Esattamente come il primo episodio, il secondo capitolo del franchise mescolava ancora una volta il mondo dei mattoncini LEGO con l’universo di Guerre Stellari, proponendo però allo stesso tempo un titolo fortemente rinnovato, alleggerito dalle numerose pecche e migliorato praticamente sotto ogni aspetto.

Diviso in ben 18 livelli e con oltre 50 personaggi giocabili, l’action/adventure di TT proponeva a tutti gli effetti un gameplay molto più vario (alternando sezioni a piedi a quelle su veicoli), con l’aggiunta di ambientazioni vastissime ed un incredibile numero di collezionabili.

Pur essendo di fatto un paradosso, visto che si tratta dopotutto di una parodia, Lego Star Wars 2 è considerato da tutti uno dei migliori adattamenti videoludici della prima trilogia cinematografica, ancora oggi il più completo per fedeltà alla trama e quantità di contenuti.

Amatissimo per la sua immediatezza e l’irresistibile ironia, ha venduto complessivamente oltre 8 milioni di copie.

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