La storia di King’s Quest – Seconda Parte

Dopo avervi parlato dei capitoli classici della saga nella prima parte dello speciale, in questo secondo appuntamento ci dedicheremo agli episodi più “moderni”, veri e propri capolavori che hanno influenzato l’evoluzione del genere delle avventure grafiche per tutti gli anni’90.

Un vero eroe non riposa mai…

Con King’s Quest V: Absence Makes the Heart Go Yonder! uscito nel 1990, la serie entra a tutti gli effetti nell’epoca moderna compiendo quella sorta di balzo generazionale che era stato preannunciato con il quarto episodio.

La grafica, ora nativa VGA in 26 colori, proponeva fantastici sfondi interamente disegnati a mano ed i movimenti dei personaggi erano stati riprodotti in digitale tramite la tecnica del motion capture.

Con la versione CD-Rom (rilasciata l’anno successivo) l’eccellenza di questa produzione tocco nuovi picchi grazie all’introduzione di un completo doppiaggio in inglese e ad una colonna sonora interamente digitalizzati.

Altra grande innovazione fu il rinnovo dell’interfaccia che abbandonata quella ormai “vetusta” dei comandi testuali, venne sostituita da quella più dinamica ed intuitiva delle azioni a icone (idea che venne poi ripresa da tutti gli sviluppatori di avventure).

Ambientata un’anno dopo gli eventi di The Perils of Rosella, la trama del gioco vedrà di nuovo come protagonista il buon Re Graham, stavolta impegnato a salvare la sua famiglia dalle grinfie dello stregone Mordack (rapita tra l’altro insieme al suo castello!).

Accompagnato dal gufo Cedric e con l’aiuto del mago Crispin, Graham dovrà solcare oceani e scalare alte vette, un’impresa epica il cui finale si ricollega direttamente al successivo episodio.

Tale padre, tale figlio…

Rilasciato nel 1992. King’s Quest VI: Heir Today, Gone Tomorrow è a tutt’oggi considerato il punto più alto raggiunto dalla saga sia per quanto riguarda la trama che la splendida direzione artistica.

Ideato da Roberta Williams in collaborazione con Jane Jensen (cratrice della serie Gabriel Knight) e realizzato con lo straordinario contributo di William D. Skirvin, il titolo presentava ambientazioni più estese e variopinte tra quelle viste nella serie, ognuna con proprie caratteristiche, personaggi ed enigmi.

La lunga sequenza animata in CGI che faceva da introduzione lasciò milioni di giocatori a bocca aperta, così come la naturalezza delle animazioni che per l’epoca appariva realmente impressionante.

Ambientata interamente nella Land of Green Isles, la storia vedeva come protagonista il giovane Principe Alexander, partito alla volta di queste terre sconosciute per soccorrere la bellissima principessa Cassima (introdotta King’s Quest V).

Esplorando le lussureggianti isole che compongono l’arcipelago, Alexander dovrà risolvere i molti misteri che le circondano e riuscire al contempo a fermare i folli piani del nefando Vizir che punta ad ottenere la corona e a soggiogare il regno.

King’s Quest VI fu il primo capitolo della serie ad introdurre dei finali multipli e permettere al giocatore di affrontare i vari enigmi nell’ordine a lui più congeniale, molti dei quali inoltre erano del tutto opzionali (ma influivano comunque sull’evolversi della trama).

Meglio di un cartone animato

Con il settimo capitolo Roberta Williams decide di dare un volto nuovo alla serie senza però stravolgerla e rimanendo comunque fedele agli elementi chiave della saga.

L’idea dalla quale nacque  King’s Quest VII era di creare un’esperienza molto più cinematica rispetto agli episodi precedenti, qualcosa che si avvicinasse nello spirito ai classici d’animazione targati Disney.

King’s Quest VII: The Princeless Bride fu il primo titolo della serie ad essere pubblicato esclusivamente su CD-Rom ed anche il primo a proporre una grafica in alta risoluzione, con personaggi ed ambientazioni interamente disegnate a mano.

Le novità introdotte da questo nuovo capitolo non si limitarono in realtà al solo comparto estetico ma vennero apportati numerosi cambiamenti anche nel gameplay.

La trama del gioco venne divisa in capitoli (che vedevano l’alternanza di ben due personaggi giocabili) e venne inserito un comodo sistema di hotspot che rendeva più intuitiva l’iterazione con gli oggetti a schermo.

Allo scopo di attirare nuovi fans la difficoltà generale viene notevolmente abbassata (almeno rispetto allo standard della serie) e nonostante sia ancora possibile morire ai giocatori è permesso ripartire da un checkpoint collocato poco prima della scelta sbagliata.

Ambientata interamente nel magico regno di Eldritch, la storia vedrà come protagoniste la bella principessa Rosella e l’affascinante regina Valanice. Trasportate in questa terra sconosciuta da un potente incantesimo, madre e figlia dovranno trovare il modo di riunirsi e sventare i terribili piani della strega Malicia.

Il passaggio al 3D

Con il progressivo calo si interesse verso le avventure grafiche tradizionali e il diffondersi delle schede grafiche con accelerazione 3D, Roberta ed il suo team decidono di attuare cambiamenti radicali, portando la saga verso una direzione del tutto nuova.

Nel 1998 viene quindi rilasciato King’s Quest: Mask of Eternity, ottavo capitolo della serie e primo episodio interamente in 3 dimensioni.

Pur conservando elementi tipici dei punta e clicca, il titolo propone una struttura ibrida che pone maggior attenzione sull’esplorazione ed i combattimenti (aspetti questi che lo rendono più vicino ad un Action/RPG).

Pensato come una sorta di sequel/reboot, il gioco introduceva nella serie un nuovo protagonista, Connor, un prode cavaliere al servizio della casa reale di Daventry.

Abile arciere e spadaccino, il giovane eroe scopre di essere il prescelto di un’antica profezia a cui spetta il compito di ricomporre la Maschera dell’Eternità, un potente artefatto magico distrutto dal corrotto Lucreto.

Il grande ritorno

A quasi quindici anni dall’uscita dell’ultimo episodio, nel 2015 il colosso Activision annuncia l’intenzione di riportare in vita gli storici marchi Sierra.

Questa dichiarazione d’intenti si concretizza in un nuovo capitolo della saga di King’s Quest (a tutti gli effetti il nono) rilasciato in forma di serie episodica ad opera dei ragazzi di The Odd Gentlemen.

Apprezzatissimo da fans e critica, il titolo in effetti è sia un prequel che sequel della saga e racconta alcuni eventi inediti della vita di Sir Graham proponendo inoltre una nuova versione delle storie narrate nei primi tre giochi della serie. Potete trovare un’analisi completa a questo link.

Dove trovarli

Nonostante gli anni trascorsi dalla loro originale pubblicazione, tutti i titoli della saga sono ancora disponibili in digital delivery grazie a GOG.com e Steam,  Tutti i titoli sono stati riadattati per funzionare correttamente anche sui più moderni sistemi operativi.

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