Han Solo: A Smuggler’s Trade

Con il ritorno al cinema della saga di Star Wars l’universo creato da George Lucas si è nuovamente “risvegliato” pronto a stupire a a far innamorare un’intera nuova generazione.

Il passaggio della Lucasfilm nelle sapienti mani di Disney ha regalato alla “galassia lontana, lontana…” un’innegabile carica di linfa vitale, arricchita ancor di più dall’arrivo degli episodi spin off (come lo splendido Rogue One e l’atteso film sul giovane Han Solo) e dal reboot del cosiddetto Universo Espanso.

Le avventure di una giovane canaglia

Nel corso degli ultimi anni anche i fans hanno voluto dare il loro personale contributo alla saga di Guerre Stellari, realizzando delle piccole opere amatoriali (spesso di indubbio valore artistico) che si affiancano alla perfezione ai libri, ai fumetti e alle serie animate prodotti dalla casa di Topolino.

Diretto dal regista e scrittore Keith Allen nel 2016, Han Solo: A Smuggler’s Trade rappresenta senz’ombra di dubbio il punto più alto raggiunto da tali produzioni guadagnandosi a pieno titolo una posizione di rilievo nel panorama dei fan movies.

Perfettamente inserito nella continuity starwarsiana il corto racconta una delle innumerevoli avventure del giovane contrabbandiere correliano, stavolta impegnato nel salvataggio del suo fedele amico e copilota, il mitico Chewbacca.

Meglio dell’originale

Seppur limitato dalla sua durata, il film di Allen propone una storia che rispetta in tutto e per tutto i canoni classici di una pellicola di Star Wars, con un perfetto equilibrio si azione, avventura, umorismo e dialoghi brillanti.

La trama scritta da Nathaniel Nauert riesce a coinvolgere ed appassionare, ricca di riferimenti tanto alla vecchia che alla nuova trilogia (intendo in questo caso quella dei prequel), sicuramente migliore di quella del tedioso Episodio VII di J.J. Abrams.

Gran parte del merito va soprattutto allo straordinario cast ed in primis al brillante Jamie Costa, interprete del giovane capitano Han Solo, che è riuscito a replicare alla perfezione la mimica e le movenze dell’indimenticabile contrabbandiere.

A rendere perfetta la pellicola c’è poi la colonna sonora composta dal talentuoso Andrew Gerlicher con musiche originali ispirate a quelle del grande maestro John Williams.

Commento finale

Han Solo: A Smuggler’s Trade è un film che trasuda amore per l’universo creato da George Lucas e non ha davvero nulla da invidiare a quanto visto fino ad ora sul grande schermo.

Realizzato con passione dai fans con una cura quasi maniacale per i dettagli, è un vero e proprio esercizio di stile, imperdibile per ogni appassionato della saga e godibilissimo da qualsiasi estimatore dei cinema d’azione e di fantascienza.

 

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