PROTOThYPE: A Love Story

Dopo l’ottimo esordio avvenuto con The NADI Project (di cui potete trovare la mia recensione a questo link), i ragazzi di Monkey Tales Studio tornano alla ribaltà con PROTOThYPE: A Love Story, un’interessantissima avventura grafica rilasciata da alcune settimane su Steam.

Ispirato, come dichiarato dagli stessi sviluppatori, ai celebri The Stanley Parable e The Beginners Guide, il titolo si pone a metà strada tra un puzzle game ed un’esperienza interattiva condividendo con i classici sopracitati gli elementi di metanarrativa ed i toni scanzonati.

Sei mai stato innamorato?

E’con questa semplice ma precisa domanda che si apre PROTOThYPE, un quesito che viene posto in prima persona direttamente al giocatore (il primo in realtà sarebbe un altro ma diciamo che questo è più importante…).

Dato che non esiste un’opzione di scelta la nostra risposta farà poca differenza ma sarà un modo decisamente simpatico per dare inizio a questo spassoso racconto.

A dispetto di quanto possiate pensare non saremo noi i protagonisti principali ma un giovane sviluppatore innamorato di una sua compagna di scuola.

Come ci verrà spiegato all’inizio del gioco, PROT♥ThYPE è il racconto di una storia d’amore, una love story che ci verrà narrata in maniera alquanto surreale attraverso i prototipi di videogiochi realizzati dallo stesso sviluppatore.

A che gioco stiamo giocando?

Definire PROTOThYPE una classica avventura risulterebbe alquanto riduttivo e fuorviante poiche il titolo, come già anticipato nell’introduzione, è molto più vicino ad un’esperienza interattiva che ad un tradizionale punta e clicca.

Proprio come The Stanley Parable, l’ultima fatica dei Monkey Tales Studio rappresenta un’esperimento di metanarrazione in cui, in questo caso, un videogioco che parla di videogiochi utilizza questi ultimi per raccontarci qualcos’altro.

Ogmi capitolo della storia corrisponde ad un prototipo (…di videogioco) ed aggiunge un ulteriore tassello al racconto; spesso rappresentano reainterpretazioni di eventi altre volte aspetti della personalità del protagonista, una carrellata di metafore perfettamente amalgamate per coinvolgerci in questa surreale love story.

Il mondo è bello perchè…

Che i ragazzi di Monkey Tales Studio sapessero programmare ce lo avevano già dimostrto con la loro opera prima ma con questo secondo titolo hanno davvero inizito a “mostrare i muscoli”.

Seppur molto breve, PROTOThYPE riesce decisamente a stupire per l’estrema varietà delle sue ambientazioni, tutte realizzate con un sapiente utilizzo dell’engine Unity.

Nel gioco esploreremo oscure foreste con draghi, intricate gallerie (simili a quelle della serie di Batman), inquietanti parchi notturni, complessi futuristici, camere da letto e cucine…insomma c’è davvero di tutto!

Pur caratterizzandosi come un adventure con preponderanti elementi da puzzle game (non aspettatevi inventari o oggetti da conservare sia chiaro), ogni rompicapo è talmente diverso nella struttura e nel tipo di gameplay da far sembrare ogni sezione un gioco a sé stante.

Soprattutto, ed è bene sottolinearlo, nessuna variazione è li buttata a caso (come per dire “guardate sappiamo fare anche questo”) ma è sempre funzionale alla narrazione ed al proseguio della vicenda.

Anche l’orecchio vuole la sua parte

Di PROTOThYPE ho davvero apprezzato il comparto audio, in  particolare la colonna sonora (che potete trovare a questo link) con musiche in alcuni casi davvero splendide ed immersive. ll tema principale, ve lo confesso, mi ha ricordato la bellissima melodia di To the Moon (altro piccolo capolavoro indie) per quella sensazione di intimità e sogno che riesce a restituire.

Un plauso al bravissimo Andrew Hartwick che ha prestato la sua voce allo sviluppatore (che sarebbe poi anche quella narrante) sapendo alternare a momenti intensi una ricca dose di umorismo.

Dove trovarlo

Il titolo è disponibile in versione digitale su Steam e Zodiac.

Commento finale

Come molti altri titoli che troverete su Steam, PROTOThYPE è quella piccola perla che non ti aspetti , realizzata da veri appassionati con dedizione, talento e molto, molto cuore.

Difettato sollamente da un longevità sicuramente tutto meno che eccessiva (…ma comunque proporzionata al prezzo) è un’esperienza breve ma intensa che ha i suoi maggiori punti di forza nella varietà e nel traino emotivo.

Un riuscitissimo esperimento di metanarrazione che non fa che aumentare la mia stima e l’asticella delle aspettative verso i prossimi progetti di Monkey Tales Studio.

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