Dentro l’avventura: Eselmir

In occasione del lancio su Steam Greenlight ho potuto fare quattro chiacchere con Stefano Maccarinelli, il fondatore della talentuosa Stelex Software, che mi ha parlato in anteprima del loro nuovo  promettente titolo, l’avvenura grafica Eselmir ed i cinque doni magici. Ecco cosa mi ha raccontato!

Ciao Stefano, prima di tutto grazie per avermi concesso questa intervista. Mi farebbe piacere conoscere qualcosa di più su di voi. Come è nata Stelex Software? Chi sono i membri del vostro team?

Ciao Alessandro! Grazie a te per l’interesse dimostrato nei nostri confronti. La Stelex Software è una piccolissima software house indipendente della Svizzera italiana composta da due sole persone: Tania, mia moglie, ed il sottoscritto.

Abbiamo creato il nostro primo videogioco, a livello amatoriale, nel 2004 con “I Misteri di Maggia” e nel corso degli anni ci siamo occupati anche di altri progetti e collaborazioni. Come Stelex Software adoriamo raccontare storie ed infatti tutti i nostri prodotti, o quasi, sono fortemente improntati alla narrativa.

Quando hai iniziato ad appassionarti di videogiochi? Qual’è il tuo genere preferito (oltre alle avventure)?

Ad avvicinarmi al mondo dei videogiochi è stato il Sega Mega Drive, la mia prima console che custodisco ancora gelosamente. Ai tempi mi piacevano soprattutto il tipo di videogiochi che quella piattaforma offriva, più che altro sportivi e platform.

In seguito sono passato al PC e ho imparato a conoscere nuovi generi videoludici, tra cui naturalmente le avventure grafiche grazie ai classici Sierra, Lucasarts e Revolution Software. Genere del quale mi sono immediatamente innamorato.

Ho particolarmente sempre apprezzato il fatto di potere utilizzare il medium videoludico per raccontare storie. La scintilla per passare dall’altra parte dello schermo è però scoccata con la saga di Myst.

Al momento gioco di tutto, avventure grafiche ma anche altri generi. Cerco soprattutto giochi che hanno una forte componente legata a storia ed emozioni oppure qualche perla indie che osa sperimentare meccaniche e tematiche nuove.

Quanto tempo avete impiegato per realizzare il gioco?

Lo sviluppo è durato parecchi anni. Abbiamo cominciato a preparare la bozza del primo documento di game design e la relativa demo tecnica alla fine del 2012 per poi partire con la produzione vera e propria alla metà del 2013.

Ora è praticamente finito e stiamo mettendo a posto i dettagli, questo grazie anche ai feedback che stanno arrivando dalla “closed beta” che abbiamo avviato con successo qualche settimana fa.

L’uscita del gioco è prevista entro la fine dell’anno. Si tratta di un progetto immenso per una piccola software house come la nostra, infatti allo stesso ho lavorato principalmente solo io in collaborazione con uno scrittore mentre Tania era ed è tuttora impegnata nel nostro altro titolo in lavorazione “Feel me, hear me…“.

Quale tool avete utilizzato?

Come engine abbiamo utilizzato Visionaire Studio. Ci siamo trovati molto bene in quanto soddisfaceva in pieno tutte le nostre esigenze e non per nulla è anche il motore di gioco utilizzato ad esempio da Daedalic per la saga di Deponia.

Ci descriveresti in poche righe il protagonista e la sua personalita? Sarà l’unico personaggio giocabile?

Eselmir, protagonista del gioco e unico personaggio giocabile, è un Sacerdote della Dea del Tempo e appartiene all’antica stirpe dei Pirin, semidei discendenti da una fata e un mortale che vivono sulle più alte montagne d’oriente.

Saggi e pacifici, tuttavia, i Pirin sono ben addestrati nelle arti marziali e utilizzano queste tecniche per la difesa e per risolvere i conflitti, e mai per creare ostilità.

La maestria nell’utilizzo della spada aiuterà Eselmir ad affrontare più di un avversario durante la sua avventura ma la sua principale arma rimarrà sempre l’arguzia, che lo aiuterà a risolvere gli enigmi più complessi. Non per nulla è soprannominato “Eselmir il paziente”.

Parliamo un pò della trama. Il gioco è ambientato nel mondo dei Pirin, un universo fantasy creato da Sebastiano B. Brocchi, giusto? Come si inserisce la storia di Eselmir all’interno della saga? Sarà una vicenda parallela (tipo Game of Thrones dei Telltale) o completamente originale?

Il concept del gioco è basato su testi e disegni di un giovane e talentuoso scrittore svizzero, Sebastiano B. Brocchi, autore di un’elegante e raffinata saga fantasy dal titolo “Pirin”. Eselmir è un personaggio nuovo rispetto alla saga letteraria, ma che si muoverà all’interno dello stesso universo narrativo.

Una notte, Eselmir riceve dalla sua Dea una missione che potrebbe cambiare le sorti di molti: ritrovare i cinque doni magici perduti di re Theoson, il progenitore della civiltà dei Pirin, che alla sua morte venne sepolto insieme ai suoi tesori in un luogo segreto e la cui tomba non fu mai ritrovata.

Il gioco, così come la saga dei Pirin, si svolge in una terra immaginaria, il continente di Gaimat, in cui convivono i più diversi ambienti naturali, dalle montagne innevate ai deserti bruciati dal sole, dalle rigogliose foreste alle estese praterie. Il continente di Gaimat è popolato da diverse razze organizzate in quattordici grandi popoli.

Incontreremo personaggi o vivremo avventure già narrate nei libri? E’consigliabile aver letto i romanzi per capire meglio la storia?

Il gioco è un vero e proprio spin-off della saga letteraria e vivremo una storia totalmente inedita rispetto a quanto proposto nei libri.

Non è assolutamente necessario avere letto i romanzi per capire meglio il gioco in quanto tutto quello che c’è da sapere sull’universo narrativo sarà snocciolato man mano all’interno della trama stessa dell’avventura.

È un prodotto a se stante. Naturalmente se avete letto i libri, troverete alcuni riferimenti alla saga letteraria e interessanti camei.

Mi ha incuriosito la frase “Eselmir sarà un fantasy atipico, fatto di racconti nel racconto, l’uno racchiuso nell’altro”. Mi potresti dare qualche spiegazione/anticipazione (senza svelar troppo ovviamente)?

Senza svelare troppo, questa frase si riferisce semplicemente alla particolarità stessa della saga letteraria, ossia di offrire un racconto nel quale altri racconti andranno ad incastrarsi come scatole cinesi.

Il nostro è un vero e proprio originale intreccio di storie fiabesche ispirate alla mitologia antica e al folklore medievale. E di racconti nel racconto questo gioco ne proporrà davvero tanti.

Come indicato nella press realease, Eselmir è ispirato ai classici del passato. A me devo dirtelo ha ricordato molto i titoli Sierra come il primo King’s Quest e la saga di Quest for Glory. Ci sono andato vicino?

Assolutamente si. Eselmir deve tanto a tutte quelle pietre miliari che hanno fatto la storia delle avventure grafiche. King’s Quest è sicuramente una di queste, soprattutto per le atmosfere epiche, così come Quest for Glory per alcune meccaniche.

C’è anche un lato narrativo molto importante e curato, come era il caso della saga di Gabriel Knight o di quella di Broken Sword. Non da ultimo è presente una parte legata agli enigmi veri e propri e per questi è innegabile anche qualche influenza dalla saga di Myst.

Che tipo di gameplay ci aspetta? Sarà possibile morire come nei vecchi titoli Sierra? Ci saranno  sequenze d’azione o  combattimenti magari a suon di incantesimi?

Vi aspetterà un gameplay volutamente svecchiato rispetto ai classici del passato. Sono cambiati i tempi e anche i giocatori, quindi volevamo offrire un’interfaccia nella quale gli avventurieri di vecchia data potessero riconoscersi e quindi apprezzare ma che non scoraggiasse troppo i neofiti del genere.

Una cosa che assolutamente non volevamo fare era quello di semplicemente limitarci a “scimmiottare” i vecchi classici del passato, sia a livello di grafica che di contenuti e di interfaccia, ma abbiamo invece fatto di tutto per dare una nostra identità unica e ben definita al gioco.

​Come nei vecchi titoli Sierra, ma senza spoilerare troppo, ci saranno alcune brevi sequenze d’azione in cui sarà possibile morire ma vi anticipo già che il tutto è una minuscola parte di tutta l’esperienza di gioco e non sarà per niente frustrante, fuori contesto o punitiva.

Personalmente penso che i classici Sierra avevano proprio in questo campo un difetto importante, che era proprio quello di punire in maniera eccessiva il giocatore. Farlo morire solo perché vuole esplorare alcune aree del gioco mi è sempre sembrato qualcosa di poco onesto a livello di gameplay. Noi questo lo abbiamo voluto evitare, l’esplorazione è incentivata.

La sfida più importante è stata comunque quella di riuscire ad integrare in maniera naturale gli enigmi alla struttura narrativa senza che la stessa risultasse troppo forzata. Su questo aspetto ci siamo concentrati molto ed è attorno a questo che poggiano le basi di tutto il gioco.

Come già detto Eselmir è basato sui racconti di Sebastiano B. Brocchi. Lo scrittore è stato coinvolto nella realizzazione del gioco? In che modo?

Sebastiano si è occupato di realizzare la storia e i dialoghi. Siamo felicissimi del risultato, infatti è una narrativa ricercata e ricca di simbolismi condita di mistero e magia. Ci è sempre piaciuto il suo stile nello scrivere: elegante, ma soprattutto impregnato di significati simbolici ed ermetici.

Il gioco sarà un vero e proprio viaggio iniziatico nel quale volevamo dare l’idea della “scoperta”, della novità ad ogni videata, infatti ci sono un’infinità di locations nel gioco.

Ma non è tutto, Sebastiano si è occupato anche della parte grafica. I disegni sono di fatto tutti interamente disegnati a mano dallo scrittore stesso e hanno lo stesso stile grafico delle innumerevoli illustrazioni che adornano i romanzi della saga. Uno stile non preciso e rifinito, ma che sicuramente ha carattere ed è facilmente riconoscibile.

Pensate sarà l’unico titolo ad essere ambientato nell’universo dei Pirin o ce ne saranno altri? Avete in mente un sequel? Magari altri episodi ambientati in altre epoche o con altri personaggi?

​Per il momento non abbiamo altri progetti ambientati nell’universo dei Pirin, ma in questo momento Sebastiano sta ultimando il terzo volume della trilogia e sicuramente non resterà con le mani in mano una volta finito 🙂 Noi invece ci concentreremo nel finire “Feel me, hear me…”.

Che altro aggiungere? Non ci resta che portare pazienza ed aspettare la fine del 2017 per mettere le mani su quest’avvincente avventura. Ringraziando Stefano vi ricordo che potete aiutare Eselmir ad arrivare su Steam cliccando su questo link

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