The Boy and the Beast

Se mi chiedessero quali fra i registi di animazione giapponese potrebbe raccogliere l’eredità del maestro Hayao Miyazaki, due sono i nomi che mi vengono in mente: Makoto Shinkai (che tutti conoscerete ormai grazie allo straordinario Your Name) e Mamoru Hosoda (autore di piccoli capolavori come La ragazza che saltava nel tempoSummer Wars Wolf Children).

Proprio come il fondatore dello Studio Ghibli entrambi questi artisti hanno saputo regalare alle loro opere tratti distintivi davvero unici, impregnandole di uno stile intimo e squisitamente personale.

Il maestro e i’apprendista

Il film di cui ho il piacere di parlarvi oggi è The Boy and the Beast. una pellicola scritta e diretta del maestro Hosoda e prodotta dallo Studio Chizu nel 2016.

La storia di The Boy and the Beast ha inizio nello jūtengai (anche cconosciuto come il Regno delle Bestie), un mondo parallelo al nostro e molto simile all’antica Edo, abitato però esclusivamente da animali.

A governare su questa sorta di Zootropolis giappo/medioevale è il saggio Gran Maestro, un anziano coniglio antropomorfo esperto di arti marziali.

Da tempo ormai pronto a ritirarsi, il saggio decide  di nominare un suo successore ma per far sì che la scelta avvernga in modo imparziale stabilisce che i contendenti si sfidino in combattimento. Il vincitore sdarà il nuovo Gran Maestro.

A competeree per il titolo sono due guerrieri di egual valore: l’onorevole Iozen, una bestia cinghiale da sempre circondato da molti discepoli e Kumatetsu, un orso dall’aspetto possente ed incredibilmente coraggioso.

Nonostante sia fisicamente più forte Kumatetsu tiene fede al suo nome (“Kuma” vuol dire orso) mostrandosi agli altri con un carattere irritabile, pigro e testardo.

Per far gareggiare i due ad armi pari (e far liberare a Kumatetsu il suo vero potenziale), il coniglio ordina all’orso di trovasrsi un allievo ed addestrlo così che le sue tecniche vengano trasmesse e mai dimenticate.

Durante una delle sue visite nel mondo degli umani (più precisamente nel celebre quartiere di Shibuya a Tokyo) Kumatetsu incontra Ren, un bambino di nove anni a cui si proporrà di fare da maestro.

Ren, scappato di casa dopo la morte della madre, sulle prime sarà intimidito e spaventato ma finirà con il seguire la strana bestia arrivando magicamente nello  jūtengai.

Soprannominato Kyuta, il ragazzo inizierà quindi la sua nuova vita insieme a Kumatetsu, vegliato e consigliato sempre amche dai due inseparabili amici dell’orso, Tatara (una scimmia) e Hyakushubo (un maiale monaco).

Diventare grandi

The Boy and the Beast rientra alla perfezione nel genere del coming-of-age che corrisponde poi al nostro classico romanzo di formazione.

La storia è divisa fondamentalmente in due blocchi, due precisi archi narrativi che ci illustrano il passaggio di Kyuta dall’infanzia all’età adulta.

Come avrete modo di notare guardando il film, in funzione di questa divisione la prima parte della pellicola presenta toni e situazioni più allegri e scanzonati, con abbondanza di gag e dialoghi sopra le righe.

La seconda parte (ambientata setti anni dopo la prima) è invece quella più “seriosa” ed in cui viene dato spazio a temi e scene decisamente più maturi; allo stesso tempo è anche quella più interessante poichè viene dato maggiore spazio alle riflessioni ed all’introspezione dei personaggi.

Nel processo di crescita e maturazione di Kyuta, un ruolo fondamentale lo avrà l’incontro con la dolcissima Kaede, una studentessa del liceo che diventerrà ben presto sua amica e principale interesse amoroso.

Personaggio decisamente importante nell’economia della trama, la ragazza non solo insegnerà a leggere al protagonista (permettendogli di allargare i suoi orizzonti) ma gli farà anche aprire gli occhi facendolo riflettere sulle proprie emozioni e sentimenti.

Uno spettacolo da vedere e da ascoltare

Come le precedenti pellicole di Hosoda anche The Boy and the Beast  riesce visivamente a stupire e a far sognare lo spettatore regalandoci un mondo “vivo” pieno di pieno di personaggi e luoghi da vedere.

In più di un’occasione si rimane estasiati dall’incredibile numero di dettagli delle ambientazioni che sebrano uscite quasi da una fotografia o un dipinto per il loro realismo. L’uso della computer grafica non risulta mai eccessivo ma usato con straordinaria abilità nelle scene più ricche d’azione come i combattimenti (soprasttutto nella seconda parte).

Un plauso anche per i i personaggi su che sono stati realizzati con un charcter design classico ma accattivante. per farli risaltare sugli sfondi sono stati utilizzati colori molto intensi ed accesi in modo da sottolineare la loro centralità.

Ad aggiungere valore al tutto ci pensano inoltre le straordinarie animazioni con un’incredibile naturalezza dei movimenti e delle espressioni facciali.

Per quanto riguarda la colonna sonora prosegue il sodalizio con Takagi Masakatsu, musicista e filmaker che aveva già collaborato con Hosoda nel precedente Wolf Children.

Composte principalmente da pezzi orchestrali, con la preminenza di flauti e pianoforte, le musiche hanno ritmo incalzante ed accompagnano all perfezione le scene d’azione e dei combattimenti, diventando più delicate nelle parti con dialoghi e riflessioni.

Il doppiaggio in italiano si dimostra anche stavolta di buon livello con uno straordinario pino insegno che presta la sua voce al burbero Kumatetsu.

Dove trovarlo

per chi fosse interessato The Boy and the Beast può essere acquistato su Amazon.it o in alternativa su sul sito dei nostri amici di Dvdequipe

Commento finale

L’ultima faticadi Mamoru Hosoda si propone sotto molti aspetti come un proseguimento del discorso iniziato dal regista con Summer Wars e proseguito poi con Wolf Children che è poi quello di raccontare la famiglia ed i rapporti tra le persone.

Che cosa definisce davvero una famiglia? Si può andare oltre i legami di sangue? The Boy and the Beast cerca di rspondere a queste e molte altre domande e lo fa con una narrazione semplice ma densa di poesia.

Un’attualissima favola moderna che consiglio a tutti (sia genitori che figli) e a tutti gli amanti dell’animazione d’autore.

 

 

 

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