Dentro l’avventura: Cargo – Seconda Parte

Eccoci di nuovo con la seconda parte dell’intervista al mitico Stefano Pareschi; in questo nuovo appuntamento il giovane game designer ci parla nel dettaglio di Cargo, la sua avventura, svelandocene il protagonista, la trama e tutti i retroscena dietro lo sviluppo.

Raccontaci di Cargo, è il primo videogioco che hai realizzato?

No, non è il primo.  Tralasciando tutto ciò che ho fatto e che è rimasto dimenticato nei miei computer del  passato, ho realizzato alcune app Android ed anche un videogioco.  Si chiama “True Monkey Game” e no,…..non c’entra Monkey Island.

A quali titoli ti sei ispirato per la sua creazione?

Cargo ruba a The Silent Age la semplicità dell’interfaccia grafica, parte della storia al fenomeno del Culto del Cargo e i luoghi all’isola di Tanna nell’arcipelago di Vanuatu.

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Ho cercato fin da subito di creare enigmi e testi originali. E credo di esserci riuscito. In alcuni casi ho riportato citazioni di personaggi famosi perché molto adatti al contesto.

I monologhi di Steve sfiorano, anche se in modo molto leggero, temi molto importanti come la religione, la solitudine,  il consumismo.

Hai collaborato con altri membri di un team per svilupparla?

Prima di tutto devo ringraziare Bruno Tommasini,  la persona che ha realizzato le musiche originali di Cargo e che sono convinto abbiano una parte rilevante nel gioco.  Ringrazio inoltre Matteo, Silvia, Elisa e Michela per il lavoro di beta testing.

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La realizzazione di Cargo è stata essa stessa un’avventura piena di enigmi e sfide da superare. La storia, i disegni,  le animazioni, l’engine di gioco javascript, l’app Android le ho realizzate da Marzo ad Agosto 2016 in completa autonomia. Avrei voluto aggiungere più enigmi e più storia ma le limitate risorse del mio team…

Quali programmi hai/avete utilizzato per realizzare Cargo?

Cargo è una applicazione Web scritta in HTML e Javascript ospitata in una App Android scritta in Java. Ho volutamente evitato i game engine già pronti  perché, a mio parere, se da un lato semplificano tante cose, dall’altro inscatolano, schematizzano, precuociono il tuo lavoro. Quindi si, sono partito da un file di testo vuoto.

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Una delle cose che mi piacciono di più  di Cargo è che è stata realizzata utilizzando solo programmi OpenSource.  I disegni e le animazioni sono state realizzate con Inkscape e Gimp mentre per  la parte di programmazione ho usato Android Studio e Notepad++,  gli effetti sonori arrivano in parte dal sito freesfx.co.uk.

Nel mio blog ho cominciato descrivere processo di creazione del gioco sia dal punto di vista tecnico che creativo.

Senza fare spoilers ci racconteresti qualcosa sul gioco, tipo protagonisti, trama, ambientazione?

Steve è un non meglio precisato turista aviatore dei giorni nostri che a causa di una tempesta finisce fuori rotta e infine precipita con il suo aereo in un luogo sperduto nell’oceano Pacifico.

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Riesce a salvarsi grazie al suo paracadute ma quando si risveglia dopo una rovinosa caduta si ritrova uno po’ come in Cast Away su un’isola apparentemente deserta. Il nome del gioco tradisce in parte la trama infatti Steve si troverà ad osservare strane cose che si possono spiegare solo attraverso la scoperta del  fenomeno del Culto del  Cargo.

Credi sia più un’avventura adatta ai neofiti o agli avventurieri di vecchia data?

Nessuno dei miei beta tester aveva mai giocato ad un’avventura grafica di tipo punta e clicca e inizialmente alcuni erano dubbiosi e qualcuno è stato anche spietatamente onesto (e per questo lo ringrazio).

Poi continuando a giocare ho notato che avevano sviluppato una leggera dipendenza e cominciavano a parlare del gioco e dei luoghi  come se ci fossero veramente stati e avessero fatto realmente quelle cose.

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A quel punto ho capito che il gioco funzionava.  I giocatori più esperti ed esigenti  abituati  ad una grafica molto più evoluta e a storie più complesse potrebbero giustamente pretendere di più.

Hai già in mente qualche idea per un prossimo gioco? Continuerai a realizzare avventure?

In realtà la storia che avevo scritto non è finita. La sceneggiatura di Cargo 2  c’è già e aspetta solo di essere realizzata come ho scritto nei titoli di coda di Cargo.

Si, ho altre due idee sempre nell’ambito delle avventure punta e clicca, forse più adatte per realizzare due serie del tipo “room excape” ma “diverse” o almeno non ho ancora trovato niente di simile in giro.

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Dove trovarlo

Vi ricordo che Cargo è al momento  disponibile per dispositivi Android ed è acquistabile su Google Play a questo link.

Che ne dite allora, siamo riusciti ad incuriosirvi? Fatecelo sapere con un post sulla pagina Facebook o lasciando più in basso i vostri commenti.

Da parte mia non mi resta che fare i complimenti a Stefano e sperare che la sua avventura arrivi presto anche su PC. Continueremo sicuramente a seguire con interesse tutte le sue future produzioni.

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Una risposta a “Dentro l’avventura: Cargo – Seconda Parte

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