La collina dei papaveri

Tratto dal manga omonimo di Tetsurō Sayama e Chizuru Takahashi del 1980, La collina dei papaveri è la seconda prova di regia di Goro Miyazaki, figlio dell’ancor più celebre padre, Hayao Mihazaki.

Protagonisti di questa avvincente e commovebte storia sono Umi e Shun, due adolescenti che frequentano le scuole superiori nella città di Yokohama.

Amore tra i banchi di suola

La giovane Umi gestisce quasi da sola una pensione, abitata praticamente da sole donne, prendendosi inoltre cura di sua nonna e del fratello e della sorella più piccoli.

La madre di Umi è una professoressa universitaria e lavora negli Stati Uniti, suo padre invece era un marinaio deceduto purtroppo a causa di una mina che affondò la sua nave durante la guerra di Corea.

Dopo un primo scontro iniziale tra Umi e Shun nascerà una tenera amicizia che evolverà nel corso della storia in un sentimento d’amore.

La collina dei papaveri Screen 5

A fare da sfondo alle vicende dei due protagonisti sarà il salvataggio da parte dei 2 ragazzi e dei loro amici e compagni di scuola del Quartier Latin, un edifico storico dell’istituto, semi-diroccato ma che da anni è sede dei principali club studenteschi e che rischia di essere demolito per far spazio ad una nuova struttura.

« Come si può pensare di costruire un futuro se si dimentica il proprio passato? »
(Shun, durante l’assemblea studentesca)

La trama principale dell’anime si concentrerà sul rapporto dei due protagonisti e sulla ricerca da parte di Shun dell’identità dei suoi genitori naturali la cui scoperta rischia di mettere in crisi e rendere impossibile una futura relazione con la giovane Umi.

Buona la seconda!

Rispetto ad I racconti di Terramare. questa nuova prova di regia di Goro Miyazaki rappresenta sicuramente un’effettiva crescita del giovane regista giapponese da alcuni considerata forse anche “troppo” classica ma che comunque, senza uscire per forza dagli schemi, riesce a raccontare una bella e classica storia d’amore adolescenziale che merita di essere vista ed ascoltata.

La collina dei papaveri Screen 1

L’arte di fare animazione

Dal punto di vista artistico, tecnico e stilistico l’opera di Goro Miyazaki resta un comunque un piccolo capolavoro come da anni ci ha abituato lo studio di animazione giapponese.
Il character design ricorda molto da vicino quello di altre due opere dello Studio Ghibli, Il castello nel cielo ed I sospiri del mio cuore.

L’atmosfera del Giappone degli anni sessanta permea tutta la pellicola, con ambientazioni, luoghi storici ed abitudini riprodotti con un’attenta cura al dettaglio.

I colori vividi ed i suoni della Yokohama del 1963 trasmettono allo spettatore quel senso di speranza ed entusiasmo che riscaldava gli animi della gioventù giapponese.

La collina dei papaveri Screen 2

Anche i testi ed i dialoghi, cosi come i discorsi dei protagonisti, a volte semplici, a volte seriosi, ma mai banali, fanno riemergere il fervore di una generazione che anche se segnata dallle perdite e dagli orrori della guerra è decisa ad andare avanti e a costruire il proprio futuro fatto di sogni e di ideali da poter realizzare.

Una musica da ricordare

La colonna sonora del film è stata composta da Satoshi Takebe, che aveva già collaborato con lo Studio Ghibli per le musiche del film I racconti di Terramare.

La splendida canzone Sayonara no natsu~Kokurikozaka kara che fa da tema principale al film è cantata daAoi Teshima, composta da Koichi Sakata con testo di Yukiko Marimura.

Elogiato dalla critica internazionale e da straordinari incassi al botteghino, nel 2012 La collina dei papaveri è risultato vincitore nella categoria “Migliore animazione dell’anno” al Tokyo Anime Award e al 35º Japan Academy Award.

La collina dei papaveri Screen 4

Dove trovarlo

Per chi non avesse avuto la possibilità di vedere il film al cinema e per i fan dello Studio ghibli vi ricordo che è possibile acquistare la versione in DVD o Blu-Ray del film dal sito dei nostri amici di Dvdequipe (Link).

Alla fine degli esami

La collina dei papaveri rappresenta a parer mio l’ennesimo capolavoro realizzato dai maestri dello Studio Ghibli, un racconto di un passato remoto ma neppure troppo lontano, fatto di sentimenti ed emozioni senza tempo, intriso di ricordi che suscitano nostalgia ma che è nostro compito non dimenticare – citando il protagonista Shun – da cui imparare per costruire il nostro domani

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