King’s Quest: Quest for the Crown

King’s Quest: Quest for the Crown, meglio conosciuto più semplicemente come King’s Quest è il primo capitolo della saga creata da Roberta Williams, sicuramente una tra le più famose game designer al mondo e co-fondatrice insieme al marito Ken della storica software house Sierra On-Line.

Ambientato nel fiabesco regno di Daventry, questo primo episodio della saga segue le avventure del valoroso Sir Graham, giovane cavaliere incaricato da re Edward di ritrovare i tre tesori perduti del regno,

Recuperati i magici oggetti (lo Specchio che prevede il futuro, lo scudo che difende le terre dai nemici e il magico forziere che porta ricchezza e prosperità) Graham riceve la corona dalle mani del re che lo nomina suo successore.

I primi passi in un mondo più grande

King’s Quest fu la prima avventura grafica a presentare al giocatore un mondo interattivo in cui muoversi liberamente, un netto passo in avanti rispetto alle avventure testuali (vedi la serie di Zork) in cui stava al giocatore dover immaginare personaggi ed ambientazione in base alla descrizione presente a schermo, un mondo non più statico ma dinamico.

Quello di King’s Quest era un universo in cui era il giocatore stesso ad interagire, una prerogativa che fondamentalmente era stata da sempre un’esclusiva dei platform e non delle avventure.

King's Quest I

Il titolo richiedeva inoltre al giocatore riflessione ed accortezza perchè presentava all’interno del gioco situazioni in cui lo stesso protagonista poteva rischiare la vita e morire, costringendoci a caricare una partita salvata dopo il classico “game over”.

Lavoro di squadra

Particolarità del titolo fu inoltre la partecipazione al progetto (oltre ai coniugi Williams) di ben altri 6 programmatori.

Vista la portata di elementi inseriti all’interno del gioco (le musiche, le animazioni dei personaggi, ecc…) i costi di produzione complessivi del titolo arrivarono a superare i 700000 dollari, un budget incredibile se consideriamo i costi medi di un gioco per l’epoca.

Ken and Roberta Williams Sierra

Il capolavoro Sierra, è bene ricordarlo, fu uno dei primi titoli a presentare una grafica a 16 colori che rendeva il mondo di gioco vivo e sgargiante (un vero spettacolo se confrontato con altri titoli della stessa epoca!).

Un continuo rinnovamento

Nel corso degli anni, anche in funzione dell’uscita sul mercato di nuove piattaforme dalle maggiori capacità tecniche, vennero realizzati dei remake in grafica VGA con l’introduzione, oltre all’interfaccia testuale, di un cursore a freccia che poteva essere mosso tramite il mouse, un innovazione che rendeva più semplice l’iterazione e gli spostamenti.

La stessa trama nelle versioni più recenti del gioco venne ampliata dando molto più spazio al background dei protagonisti e alla loro personalità ampliando anche quella che era la stessa geografia del regno di Daventry e alla sua storia, inclusi personaggi e leggende non presenti nella versione originale.

Dove trovarlo

Nonostante gli anni trascorsi dalla sua pubblicazione l’intera saga di King’s Quest è disponibile sul sito Good Old Games dove è possibile acquistare in un unico pacchetto i primi tre episodi della serie (Link).

Dall’amore dei fans

Nel 2001 King’s Quest: Quest for the Crown ha potuto godere di un remake realizzato a fini non commerciali da AGD Interactive, una software house indipendente composta da accaniti fa della serie e di avventure grafiche.

Gli strepitosi ragazzi di AGD Interactive (Link) ne hanno realizzato una versione “aggiornata” del tutto simile al sesto e quinto capitolo della serie, con supporto di interfaccia ad icone, animazioni e nuove locazioni, tutte completamente ridisegnate a mano.

Il lavoro del team non si è limitato al solo aspetto estetico ma incluso anche il comparto audio con l’aggiunta di suoni e musiche inedite ed doppiaggio completo in inglese per tutti i personaggi.

Commento finale

Sia che decidiate di cimentarvi nell’avventura originale o di lanciarvi direttamente a capofitto sul remake, il fascino della creatura di Roberta Williams resta comunque inalterato nonostante gli anni, offrendo una storia classica ma molto solida, enigmi logici ed appassionanti ed un cast variopinto davvero indimenticabile oltre che una sfida ancora unica ed appagante.


 

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